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PASSO DEL BRACCO: IL PASSO PER LE MOTO

Il Passo del Bracco mette in collegamento Sestri Levante con La Spezia seguendo l’antico percorso dell’Aurelia. Un passo dall’altezza molto moderata, ma che riserva agli appassionati di moto 15 chilometri di curve e controcurve, tornanti e corti rettilinei su una strada dall’asfalto quasi perfetto. Una strada che sembra sia stata progettata apposta per andarci in moto. Il tutto circondato dai bellissimi panorami che queste montagne della Liguria sanno offrire e i grandiosi scenari del mare sottostante.

Tour in moto moto al Passo del Bracco :
Partenza: Riva Trigoso
Arrivo: Passo del Bracco
Km : 15
Massima altezza: 615 m

Questa volta vi presentiamo un itinerario in moto divertente, che parte dalla Liguria e si snoda lungo un susseguirsi di curve che si inerpicano in un continuo saliscendi sui crinali dell’Appennino Ligure, con entusiasmanti cambi di pendenza.

Un viaggio alla volta delle terre d’Emilia e i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, attraverso un territorio punteggiato di borghi, castelli antichi e ricco di natura, dove affondano le radici anche la tradizione della buona tavola e le tante eccellenze della cucina emiliana, dal Parmigiano Reggiano ai grandi salumi.

La partenza avviene da Chiavari, si siamo tutti Chiavaresi, tutti grandi appassionati delle Harley-Davodson, le mitiche bicilindriche di Milwaukee.
Subito ci avviamo verso l’entroterra e Carasco per deviare subito dopo a destra sulla SS586 in direzione Terrarossa, San Siro Foce e a Santa Maria del Taro, dopo esserci divertiti per le prime curve incontrate, entriamo in Emilia e Romagna e nelle Terre di quello che fu il Ducato di Parma e Piacenza.

Il Ducato di Parma e Piacenza attraversa oltre 300 anni di storia, ma le rocche ed i castelli che si trovano su questo territorio conservano memorie molto più antiche.
Nobili famiglie, feudatari, condottieri vissero tra quelle mura vicende che narrano del coraggio di opporsi ai nemici in questa terra di frontiera e di grandi transiti. 
Raccontano di mecenati che chiamarono grandi artisti per dare splendore alle loro residenze, di corti raffinate, di amori dolci e violenti. Testimoniano epopee familiari e personali, insieme a tradimenti e lotte.

Dopo pochi chilometri sulla SP21 incontriamo il Castello di Bardi, arroccato da più di mille anni sopra uno sperone di diaspro rosso con tutta la storia che sprigionano i suoi i camminamenti di ronda, le torri, la piazza d’armi, il cortile d’onore porticato, il pozzo, la ghiacciaia, i granai, le prigioni e le sale di tortura.

Il nostro itinerario continua in direzione della Rocca Viscontea di Castell’Arquato sovrastata dal mastio, perno della difesa urbana.
Deviamo a destra su una stradina verso Groppo e Fidenza e raggiungiamo il Castello di Scipione in un suggestivo borgo di origine medioevale.

Il nostro viaggio in moto continua verso il Castello di Soragna con il grande parco romantico all’inglese cinto da mura, con piante secolari, laghetto, serra, café haus e una grotta entro una montagnola.

Poi sempre divertendoci con le nostre moto raggiungiamo la Rocca di Sala Baganza sulle prime colline dell’Appennino Emilano; la tappa successiva è il Castello di Felino sede prestigiosa per banchetti, mostre e convegni. Interessanti i sotterranei che ospitano il Museo del Salame.

Infine dopo poco chilometri troviamo il Castello di Torrechiara con la famosa e straordinaria “Camera d’Oro”, attribuita a Benedetto Bembo, per celebrare, ad un tempo, la delicata storia d’amore tra Pier Maria e Bianca Pellegrini e la potenza del casato attraverso la raffigurazione di tutti i castelli del feudo.

Preso l’ultimo caffè e sistemati i caschi si parte in direzione di Viguzzolo, Castellar Guidobono, dove deviamo a destra per Volpedo e proseguiamo prestando molta attenzione agli autovelox in direzione di Brignano Frascata, San Sebastiano Curone e Fabbrica Curone.
Subito dopo Fabbrica Curone deviamo a sinistra verso Cella e Castellaro, ve l’ho detto che è il Gianca a fare la rotta.
La strada si fa stretta e inizia a salire, il paesaggio muta dalle dolci colline dell’Oltrepo Pavese alle prime montagne degli Appennini, superiamo Cella e a Castellaro teniamo la destra per Cignolo e Santa Margherita di Staffora, nell’alta valle della Staffora.
Da li, percorrendo la via che secoli fa portava il sale dal mare, superiamo Brallo di Pregola e ci dirigiamo verso il passo di Brallo con un’andatura tranquilla.
Le curve e i tornanti aumentano senza impensierirci e superati Valformosa, Barostro, Cencerate e Pianostano affrontiamo la serie finale di curve e tornanti e giungiamo in vetta al passo e poco dopo superiamo anche il Giovà.

Subito dopo attraversiamo un pezzo di strada in Emilia Romagna per rientrare in Piemonte a Capanne di Cosola, da li deviamo a destra per Aie di Cosola e oltre un chilometro prima di Comareto giriamo dinuovo a sinistra per Cartasegna, Carrega Ligure e Cappella tre Croci.
Subito dopo entriamo in Liguria superando Propata e Caffarena, a quel punto si deve prestare attenzione seguendo la via Provinciale in direzione di Conio Avena, tenersi a destra verso Retezzo e il lago del Brugnetto.
Superata Alpicella e poco prima di Porto giriamo a sinistra verso la Strada Statale della Val di Trebbia, la SS45. La imbocchiamo girando a sinistra, la strada migliora nettamente, ormai il mare e il fritto misto di pesce si avvicina.
Ci buttiamo a capofitto in direzione di Casaleggio e Torriglia,qui dovete fermarvi da Guano ad assagiare i canestrelli piu famosi del mondo ed assaporare il profumo della svizzera ligure. Dove il mitico Gianni della becaccia potra’ farti divertire con le sue fantastiche barzelette in dialetto e farti assaporare piatti unici nel suo genere. superiamo di slancio Laccio, Scoffera e a Sottocolle deviamo a sinistra sulla SP77 fino a Ferriere.
Oppure passiamo da Bargagli statale 45 e passiamo a vedere le sculure viaggisanti diChristian Castagna artista di fama internazionale che grazie all’aerografo e potrete ammirare l’aerografia ad ampio raggio su auto moto oppure su caschi qui per tutti gl’appasionati un bellissimo incontro con christian e la sua arte per la tua moto e non solo, sempre a Bargagli consigliamo la pizzeria Ecco e Prie Neigre al comune ottimo pesce e ancora la regina a traso dove i pansotti nascono con la crema al sugo di noci ed il suogo al cinghiale non ha scampo, dai palati piu esigentie sopraffini,il girarosto si deve fare una piccola deviazione per san alberto e vedere ancora un po di curve salendo verso la montagna di san alberto per arrivare al ristorante lo spiedo,
Imbocchiamo la SP225 svoltando a destra fino a Gattorna, fantastico gelato da Beneitin oppure super pizza all’Alzati Lazzaro dove il venerdi e il sabato troverete fantastica musica dal vivo. da li voltiamo nuovamente a destra sulla SP333, sarà lei a portarci a Recco tra mille curve, brevi rettilinei e continui saliscendi. Un ultimo pezzo di strada, magnifico da fare in moto, assolutamente unica su un percorso del genere. A Recco fantastico arrivo e si va a mangiare la foccaccia di recco dai mille posti uno migliore dell’altro e poi si puo andare a camogli in pochi minuti e da li godersi uno degli scenari piu delli del mondo dove il tempo sembra essersi fermato come un sospiro di vento velutato che inebria col profumo del salino e l’ebrezza del vrento abbracciato dalle montagne subito dietro come per proteggere un luogo magico come quello che lo circonda.

Cinque Terre, quel tratto di costa rocciosa a strapiombo sul mare della Liguria di levante, attraversando un ambiente unico in cui montagna, cielo e mare cristallino si fondono con la natura incontaminata.

Questo itinerario in moto prende l’avvio dal casello di Sarzana dell’autostrada Azzurra attraversando prima il Golfo dei Poeti da Lerici a La Spezia e da li seguire la “Via delle Cinque Terre”.

Una via che attraversa il Parco delle Cinque Terre tra pendii terrazzati con antichi muretti a secco coltivati a vigne, baie rocciose che circondano spiaggette incantevoli e variopinti borghi liguri abbarbicati su promontori rocciosi: Riomaggiore, Manarola, Corniglia e Vernazza.

Il mar Ligure è una delle esperienze piu belle e variegate i panorami sono da mozzafiato inutile dire che vivere un metro sopra il celo sembra esser visto dal panorama inebriante del profumo dei pini marittimi che vede i suoi aghi e le pignette di pinoli, qui il profumo del basilico stranamente non viene sentito perche vi è una variabilità indiscutibile di terazze con uve pregiate e fantastigherie intraprendenti uve che portano il profumo di schachetra.

Le cinqueterre vengono viste dall’alto ma al momento che ti ci avvicini sembra tutto piu bello e l’acqua cristallina blu come il celo piu profondo sembra a dirti ben arrivato.
Vi indico le zone ma lascio a voi l’emozione del viaggio che vi potrà dare esperienze uniche potrete sentirmi all’estero o fuori dal mondo, la finezza di un tempo presente vivo e unico.

La strada è molto scorrevole, pochissimo il traffico che incontriamo, e in un attimo superiamo San Pietro Vara incanalandoci nella Valle del fiume Vara, la piccola Loira ligure.
Da li giungiamo a Varese Ligure, dove tutti e tre facciamo rifornimento di benzina per le prossime salite.
Infatti fatti pochi chilometri, lasciata alle spalle la Liguria ed entrati in Emilia, inizia la salita al Passo Cento Croci, una delizia di curve, tornanti, salite e piccole discese dove finalmente riusciamo a scaldare un po i nostri motori.

Sosta di rito sul passo e di nuovo giù verso Tarsogno, Codogno, Campi e Borgo Val di Taro.
Borgo Val di Taro si estende in un’ampia conca sulla sinistra del Taro e i suoi boschi di castagni e faggi sono ricchi di ricercati funghi, soprattutto porcini, ma è solo metà mattinata e la Cisa ha il sopravvento sui nostri stomaci.

Il nostro tour in moto continua, attraversiamo Ostia Parmense e a Ghiare voltiamo a destra verso Berceto e la Cisa. Piccola sosta per riordinare le idee e via, finalmente davanti a noi si estende la salita al Passo della Cisa.

La discesa verso Pontremoli, siamo entrati in Toscana, ci riserva un manto stradale perfetto, ma ormai Gunther, il nostro apristrada, è tutto intento a cercare un posticino tranquillo dove gustare finalmente i funghi della zona.

Tra Pontremoli e Filattiera ne adocchiamo uno a parere nostro adatto e tra insalitine di porcini, tortini ai funghi porcini, pappardelle ai funghi, funghi porcini alla grglia con prezzemolo, solo il dolce si salva dal re del bosco.
Anche il vino della casa è ottimo, ma il viaggio è ancora lungo, quindi ci ripromettiamo di tornare sul luogo in altra circostanza.

Di nuovo in moto, tra boschi e ruscelli, scendiamo verso Villafranca in Lunigiana, Aulla, rientriamo nella nostra Liguria a Santo Stefano di Magra, superiamo Sarzana, Pieghiamo a destra verso Lerici,  e qui a lerici troverete un fantastico paesaggio unico al mondo.